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Arte in vetrina

 

Una settimana milanese, la design week conosciuta in tutto il mondo, un’abbuffata colossale di provocazione, creatività e bellezza. Noi che in Italia il design lo respiriamo da secoli ogni aprile dell’anno apriamo le porte a quello contemporaneo, immaginando già il futuro. L’atmosfera frizzante si percepisce ovunque e contamina ogni luogo, dai distretti del design ai cortili e ai department store, palpitanti di umanità.
 
Un evento impossibile da riassumere in poche righe. E allora dove soffermarsi? Certamente nel cuore di Milano, in uno spazio simbolo della moda e del design con lo sguardo rivolto alle vetrine verticali de La Rinascente, che dal 1920 si affacciano sul passeggio dello shopping internazionale.
 
Contenitori di arte, scatole di vetro che da tempo non sono più display di prodotto bensì di cultura, le otto vetrine de La Rinascente ospitano in questi giorni le sculture di un’artista italiana surreale nota in tutto il mondo, Paola Pivi, che porta il padrone di casa dell’Alaska quasi a contatto con le palme di piazza Duomo del colosso americano del caffè, Starbucks.

Con il suo progetto I am tired of eating fish l’artista ci invita a entrare in un mondo a tratti assurdo, come solo un sogno può essere, e dove tutto è possibile. Anche vedere un orso alla scrivania o librarsi leggero e aereo sopra le nostre teste. Un racconto di storie quotidiane in una dimensione allucinata, che attrae adulti e bambini: sono in molti a farsi fotografare e a scattare selfie davanti alle sculture.
 
I am tired of eating fish è un progetto site specific che l’artista espone per la prima volta in una vetrina. Ha scelto il soggetto che ritiene essere il più adatto a quella destinazione, ritenendo che ogni animale possa scatenare nell’uomo una reazione istintiva. Un pensiero confermato dai passanti che interagiscono numerosi con i suoi orsi stanchi di nutrirsi di pesce, contaminati dall’uomo, dalle sue abitudini e dai suoi rifiuti.
 
Una spiegazione del perché l’artista abbia scelto un orso come animale per le sue opere risale al suo trasferimento in Alaska nel 2005, dove vivono gli orsi e le persone sono soltanto ospiti nella loro terra. In questi animali l’artista ha percepito da subito un’energia e una potenza tali da invadere il suo immaginario manifestandosi, come un riflesso dell’inconscio, in sculture coloratissime che abbagliano gli occhi, ad esempio con l’incredibile fucsia del manto dell’orso ballerino.
 
E’ uno spazio privato quello de La Rinascente, uno spazio che si presta all’arte pubblica firmando la design week con un sogno ad occhi aperti che ci ricorda come le dimensioni di un brand siano molteplici e come la vetrina possa diventare un palcoscenico aperto al pubblico filtrato da un vetro sempre più sottile, quasi inesistente. Siamo noi ad entrare in quello spazio superando ogni barriera fisica attratti dall’arte, dallo stupore e dalla meraviglia.
 
Una wunderkammer da passeggio nel cuore della Milano del design. 

 

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