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Audio identity Come scegliere la musica perfetta per i video

 

“Ho visto cose che voi umani…” Splendide idee di film ed esecuzioni memorabili rovinate da troppa leggerezza nella scelta della musica. Eppure essa, al pari del video, è e sarà al centro del futuro di ognuno di noi e, di conseguenza, delle strategie dei grandi player.
Se ne sono accorti in tempi non sospetti anche i ragazzi di Facebook. Da qualche giorno Mark gira come un pazzo incontrando le grandi etichette musicali per provare a stringere accordi sugli ancora troppo paludosi temi legati ai diritti.
 
Il motivo è chiaro a tutti: il consumo quotidiano di contenuti, notizie, storie non potrà prescindere da una colonna sonora perfetta per qualsiasi occasione. Quello che accadrà è la stessa cosa che è successa col video negli ultimi anni: chiunque può diventare creator con uno smartphone decente così come chiunque potrà avere accesso tra pochi anni a tutta la musica che vorrà, utilizzandola per le proprie storie video. Legalmente.
 

Il pubblico è sempre più abituato e più raffinato, ed il suo orecchio, come si diceva una volta, non è più ingenuo o facilmente ingannabile. La pancia dello spettatore sta diventando sempre più difficile da colpire.
 
Ma cosa rende memorabile la colonna sonora di un contenuto video? La sinusoide è la cosa più importante. Come ci insegnano i grandi sceneggiatori, il diagramma della narrazione di una storia – sia essa fictional o real – deve essere molto dinamico: curvare dall’alto verso il basso e ritornare più volte. Ogni storia deve avere al suo interno almeno un momento di conflitto. Ecco: questa ricchezza e una certa articolazione narrativa sono altrettanto necessari per quanto riguarda la musica.
 
Come per tutto è sempre meglio togliere che mettere. Pochi strumenti riescono a colpire le corde razionali e irrazionali del pubblico come gli archi e il piano. Vedete? Non serve cercare molto per trovare la colonna sonora perfetta.
 
Una delle ultime campagne che spiega bene questo concetto è la campagna di TV2 in cui la musica riesce perfettamente ad accompagnare il crescendo della storia. Sentite come inizia con il solo pianoforte e come gli archi pervadano le vostre emozioni man mano che il film prosegue. Folgorante.
 
TV2 – All that we share

 
Un’altra cosa vincente, di solito, è osare con le contaminazioni, cercando di riattualizzare vecchi generi o autori sovrapponendo musiche di epoche discografiche, lontane anche decenni, su linguaggi e storytelling contemporanei.
Qui sotto due dei miei esempi preferiti in tal senso.
 
Nike – Last

 
Samsung – S6

Su questa riscoperta di vecchie sonorità su contenuti attuali vale la pena spendere due parole in più.
 
Netflix - Stranger Things

 
Pensate a Stranger Things, serie originale Netflix, caso unico del 2016. Come è riuscita a strappare l’approvazione del grande pubblico? Semplice: sviluppando una delle più grandi operazioni di seduzione della memoria collettiva della storia delle serie tv. E in questa operazione proprio le musiche, più di qualsiasi altra cosa, hanno indossato il vestito della nostalgia. Tra le altre cose, i synth dei compositori erano gli stessi usati da Carpenter a fine 80 inizio 90.
 
Una buona scelta, ed è fatta. Musica come ricordo. La sentite la pancia come vibra?
 
A proposito di vecchi sounds che ritornano vi lancio un classico anni 90 che vedrei perfettamente riesumato oggi su un film (perché no?) nel settore automotive.
 
Morcheeba – The sea

 
Ma una cosa più di tutte rende interessante la sound identity.
Permette di sperimentare e influenzare i generi e i linguaggi. Se quello che state cercando di dare al vostro pubblico è, ad esempio, ilarità su un tema relativamente piatto e noioso, provate a utilizzare gli stilemi di un linguaggio come lo storytelling, anche e soprattutto a livello di soundtrack, raccontando però una cosa assurda: i risultati saranno quasi certamente rilevanti.
 
Durante i giorni precedenti alle scorse olimpiadi di Rio abbiamo diffuso un contenuto che proponeva alla dirigenza olimpica di inserire il gioco del tondino tra le discipline previste ai giochi. Ovviamente abbiamo raccontato tutto questo con il massimo della serietà.
 
Ah, godetevi la musica.
 
Paga la mossa – Lo sport del tondino alle Olimpiadi

 

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