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Il nuovo commercio, oltre il retail classico

 

Parlare di novità in un mondo in costante evoluzione è impresa difficile. I nostri modelli di retail sono molteplici e ibridi, sempre più. Partendo dalla GDO già dobbiamo distinguere diversi format: il market classico, quello h24, il gourmet, un po’ come l’anglosassone Waitrose, il modello “sotto casa”, piccolo e fornito ad hoc, l’iper, il soft e hard discount.
 
 Lo spazio commerciale
 
Il perimetro del retail si è esteso mescolando due realtà, fisica e virtuale, in un’esperienza che va ben oltre il punto vendita, modificandone la funzione originale di spazio preposto al commercio, dove avviene uno scambio di denaro in cambio di un bene.
 
Il punto vendita oggi è uno spazio di:
 
- relazione (con i format di prossimità)
- esperienza di marca (ogni punto vendita virtuale e fisico ben organizzato)
- prova di ciò che ho visto online (detto showrooming) 

Queste funzioni vanno poi incrociate con quelle comportamentali delle persone che non sono più lineari: le tappe che un tempo portavano dalla scoperta di un prodotto all’acquisto (vedo un prodotto, ci penso, lo rivedo, scatta il desiderio di acquisto e mi reco in un negozio reale) sono diventate zigzaganti e rispondono a nuove logiche. Di seguito alcuni paradigmi recenti e futuribili.
 
Immediatezza
 
Le tendenze attuali sono legate all’ubiquità della tecnologia. L’acquisto d’impulso non è circoscritto a un luogo fisico in cui mi trovo ma è potenzialmente ovunque se ho in mano il mio smarthphone e sto navigando, perché sono raggiunto dagli oggetti che ho ricercato e che mi vengono riproposti in ogni momento. Una possibilità che potrà avere ulteriore sviluppo nella smart home (per ora si visualizzano solo quelli presenti nel guardaroba): ad esempio sullo specchio della camera da letto, grazie a una tecnologia che farà sì che le persone possano provare vestiti caricando i cataloghi online delle firme abilitate di nostro interesse.
 
Ibridazione Creativa
 

Gli spazi retail sono sempre più ibridi, ne riportiamo alcuni a titolo di esempio: esistono banche con salotti, librerie e caffè, parrucchieri con showroom fashion, fiorai con ristorante, bar con gatto-teraphy. Tante esperienze per tutti i gusti, una infinita segmentazione e mix dei nostri desideri. Oltre l’immaginabile in favore del cross-selling.
 
 
Tecnologia e libertà
 
Lo sa bene un brand particolarmente illuminato, che abbiamo riposizionato e al quale abbiamo disegnato la sua prima identità: Cortilia, che consegna alla comunità dei milanesi i migliori prodotti delle cascine circostanti, lasciando così libere le persone di scegliere “on demand” nei tempi e modalità che preferiscono.
 
Più spazio alle idee delle persone
 
In Starbucks baristi e clienti possono personalizzare i drink creando dei veri e propri cult“ the originals”, ideati dal pubblico piuttosto che proposti dal brand. Potremo quindi assaggiare un “Rasberry Moka” made by Marco (che sia cliente o barista è irrilevante) in un’infinita varietà di combinazioni, utilizzando gli ingredienti di Starbucks. Questa possibilità creativa genera un’affezione forte al brand, al luogo, nonché un senso di familiarità, oltre alla personalizzazione del coffee to go.
 
In generale il commercio del futuro vedrà il coraggio di affrontare sfide tecnologiche per un retail semplice ma a prova di Millennial (il cliente chiave del futuro prossimo), attento al prezzo, all’innovazione, agli aspetti etici e culturali della marca.
 
 

 

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