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Video strategy: ogni social network ha le sue caratteristiche da rispettare

 

Quando un marketer decide di implementare una complessa video strategy digitale o anche una semplice campagna video web, spesso si concentra molto più sulla creazione di un contenuto distintivo e di impatto che su una strategia distributiva efficace. Si pensa infatti, del tutto erroneamente, che basterà pubblicare lo stesso video (con lo stessa durata, lo stesso taglio, le stesse grafiche) sul proprio sito e su tutti i social network per raggiungere efficacemente i consumatori e creare un conseguente engagement. Nulla di più sbagliato, perché il comportamento degli utenti e il modo in cui essi si aspettano di interagire con il video è molto diverso su ogni social media. Senza contare che ogni canale ha le sue limitazioni e caratteristiche tecnologiche ben precise.
 
Per questo è molto importante, prima di approcciare la produzione vera e propria dei contenuti, fermarsi a pensare dove e come questi contenuti saranno distribuiti in rete e, una volta stabilita la strategia, valutare le caratteristiche di ogni singolo ambiente social.
 

 
FACEBOOK:
Facebook ha puntato molto sui filmati nel corso degli ultimi due anni, grazie soprattutto ai cambiamenti apportati al suo algoritmo che favoriscono i post video.
La piattaforma regina del web è perfetta per video brevi, informativi o divertenti. Il fatto che il newsfeed di molti utenti avvii i video in modalità silenziosa, rende fondamentale la creazione di grafiche e di testi accattivanti già nei primi secondi, in modo da stimolare l’engagement.  Facebook non impone limiti di lunghezza dei video anche se è meglio stare brevi e non superare i 3 minuti. Per ottenere migliori risultati è meglio caricare i video in modo nativo senza cioè postare link a siti esterni (come Youtube).
 
Infine, ormai da mesi è possibile usufruire dello strumento della diretta. Questa funzione è ideale per la copertura di eventuali conferenze, eventi o backstage senza la necessità di produzione video professionale. In questo caso il contenuto è decisamente più importante della forma.
 
INSTAGRAM:
Instagram è il re dei visual social network. Come su Facebook (dal quale è stato acquistato qualche anno fa), tutti i video partono di default in riproduzione automatica silenziosa. Anche qui, quindi, è importante avere un impatto visivo deciso, in modo da spiccare in mezzo ad altre immagini e video.
Il limite di lunghezza è stato pian piano aumentato, proprio per il successo dei filmati in termini di engagement: dagli iniziali 15” è passato progressivamente a 60”.
 
Dal momento che è più difficile portare gli utenti di Instagram a cliccare un collegamento esterno al video, è meglio usare Instagram per una più ampia video strategy finalizzata alla costruzione dei valori di marca.
È inoltre possibile utilizzare le applicazioni secondarie di Instagram come Hyperlapse e Boomerang per realizzare video brevissimi di grande impatto.
Rispetto a tanti altri social network, Instagram è più adatto per fare da teaser a un video di maggior lunghezza (postato su altre piattaforme o sul proprio sito) che per ospitare dei contenuti narrativi di lunghezza maggiore.
 
Su Instagram, gli hashtag hanno un ruolo molto importante, per cui è bene sceglierli con cura. Infine, con l’introduzione recente di “Stories”, Instagram permette di creare delle piccole storie fatte di video e foto che rimangono online per sole 24 ore. Quest’ultima funzione è stata inserita per contrastare l’egemonia di Snapchat (che già utilizzava questo strumento) sul target più giovane.
 
YOUTUBE:
YouTube è stata la piattaforma regina per i video per lungo tempo, fino a che Facebook non ha iniziato seriamente a minacciare la sua leadership e, probabilmente, a superarla.
Mentre su Facebook o Instagram la visione di un video è in molti casi accidentale, Youtube è il luogo in cui le persone vanno di proposito per guardare un video. Perciò la capacità di attenzione dello spettatore è mediamente più alta.
 
YouTube è un luogo ideale per costruire una "repository" di più contenuti di approfondimento, come ad esempio tutorial o video per rispondere a domande più frequenti su un prodotto o su argomenti popolari in un determinato mercato. Si può anche prendere in considerazione la creazione di contenuti regolarmente programmati, come ad esempio un video blog settimanale che incoraggerà gli spettatori a sottoscrivere il contenuto e ricevere aggiornamenti regolari.
 
La struttura di Youtube è costruita in modo da facilitare la memorizzazione di un sacco di contenuti video in formato più lungo e la loro scomposizione in sottosezioni facilmente comprensibili (Playlist) all'interno di un canale.
 
Youtube non è più il luogo in cui i video venivano caricati e diventavano quasi magicamente virali: se il vostro obiettivo è quello di raggiungere un alto numero di views in poche ore, adesso è meglio che tale scopo venga perseguito su altri social network.
 
SNAPCHAT:
Con oltre 100 milioni di utenti attivi al mese, Snapchat è ciò a cui tutti stanno guardando.
Al momento però non è di così facile utilizzo per i marketers, anche se rimane la piattaforma preferita dei millennials americani e anche in Italia sta facendo segnare una crescita importante.
 
In generale, comunque, le caratteristiche principali di Snapchat sono che i contenuti video devono essere girati in verticale (così come accade per le Instagram stories), devono essere girati esattamente nel momento in cui vengono postati (quindi non possono essere post-prodotti a parte alcuni filtri e grafiche basilari) e che spariranno dopo 10 secondi, a meno che non facciano parte di una storia, in quel caso scompariranno in 24 ore.
Date le sue caratteristiche, non è necessario preoccuparsi di produrre video di grande qualità tecnica ma di grande freschezza. Snapchat è il social network delle reazioni immediate e dell’ “here and now."
 
 
TWITTER:
Twitter proprio in questi giorni sta cambiando il suo algoritmo per ospitare testi, foto e video senza limiti o con limiti molto più elastici rispetto a prima. Questo cambia e cambierà di molto la centralità di questo social network rispetto alla distribuzione dei filmati, sulla quale non aveva puntato in maniera così decisa fino ad ora.

 

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