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Lo spot Ikea prende di mira Instagram e la modalità social always on

 

​Con l’ultimo bellissimo spot, Ikea dimostra ancora una volta di saper leggere la nostra società e i suoi mutamenti con un’efficacia e un’accuratezza senza pari.

Dopo aver sbeffeggiato il mondo Apple e i suoi “adepti” con lo spot virale del 2014 per promuovere il suo famoso catalogo, la multinazionale svedese questa volta ha preso di mira i tanti (troppi?) foodstagrammer, vale a dire coloro che -prima di gustare un piatto- li immortalano per postarli sui vari social network, Instagram in particolare, per fare incetta di like.

Così, nel nuovo spot, Ikea immagina cosa sarebbe accaduto se nel 17esimo secolo i commensali presenti a tavola avessero avvertito la stessa necessità, dovendo però adattarsi alla scarsa tecnologia dell’epoca. Il claim (“It’s a meal. Not a competition”) sottolinea il messaggio del video: incoraggiare le persone a riscoprire la semplice gioia di cucinare, mangiare e stare insieme.

Come spesso accade, l’idea per la realizzazione dello spot proviene da un insight reale: qualche mese fa Ikea aveva infatti commissionato una ricerca di mercato per rilevare i comportamenti dei clienti a proposito del loro modo di vivere la casa, dalla quale è risultato che a Shanghai il 49% degli intervistati ritiene più importante avere una buona connessione Wi-Fi che degli spazi domestici in cui socializzare.

Lo sviluppo dell’idea creativa è stata quindi quella di posizionare il brand “per contrasto”, ovvero facendo leva su un concetto fortemente radicato nella mente dei clienti (in questo caso specifico un’attitudine molto diffusa e allo stesso tempo però criticata sugli stessi social network) e lavorando su campi semantici opposti.

Partendo da un’idea così forte, ben focalizzata e distintiva, poi, per l’agenzia svedese Acne è stato relativamente facile realizzare uno spot di successo.

L’esecuzione, -che, come sempre ricordiamo, è centrale rispetto al risultato- è di altissimo livello: i costumi, la fotografia e i piccoli dettagli, tra cui i due uomini che si preparano a duellare e che sono un chiaro omaggio a Barry Lyndon di Stanely Kubrick - sono impeccabili.

Ma il vero capolavoro di Ikea è stato quello di riuscire a rappresentare il problema della nostra cultura “always-on”: non solo ci inventiamo ogni modo possibile per immortalare perfettamente un pasto ma addirittura preferiamo condividerlo con una folla di volti invisibili e spesso sconosciuti rispetto a coloro che sono seduti accanto a noi.

Ed è qui che il video brilla davvero.

 

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