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“Branding e videostrategy: il fil rouge che le unisce”

 

Il branding è la prima operazione che avvia l’esistenza di una marca grazie a posizionamento strategico, nome e identità, per elencare le milestone di un mondo ampio e in costante evoluzione. La centralità del branding si spiega in maniera semplice: si entra in relazione solo con chi si definisce e si rappresenta. Nel momento in cui un’azienda mi parla, io mi ci intrattengo solo se so chi è, se conosco la sua identità e se apprezzo la sua personalità (che ne riflette i valori).
 
Una volta definiti per che cosa è nato il brand, cosa si propone di fare, deciso che valori porterà con sè e “che tipo è”, il brand può cominciare quindi a raccontarsi. E’ a questo punto della sua vita che entrano in campo i touch point attraverso i quali può raggiungerci e che, in una strategia di marca, sono decisi in base a un obiettivo strategico. I touch point si adattano alla varietà di ambienti che abbiamo a disposizione (fisici e digitali), sono terreno di interazione con il pubblico e oggi tendono a entrare in unico device che è un’estensione della nostra vita: lo smartphone, nel quale il linguaggio più immediato per veicolare un racconto è sicuramente il video.
 
Infatti, nell’attuale scenario fortemente improntato al digitale, la videostrategy assume un ruolo decisivo: già oggi, infatti, oltre metà del traffico internet del mondo è rappresentato da video ed entro il 2019 ci si aspetta di raggiungere 4/5 del totale. Il video è quindi la sintassi regina del web e risulta quindi evidente l’importanza di costruire un efficace palinsesto video che costituisca valore per la marca sotto ogni suo aspetto.
 
La duttilità del linguaggio video e la sua capacità di creare in pochissimi secondi relazione, empatia e immedesimazione rende questo strumento imprescindibile e adatto ad ogni tipo di comunicazione di marca: da quella più corporate, in cui si fissano i valori del brand, la sua vision e la sua mission con un linguaggio che sia chiaro ed esplicativo ma anche caldo ed emozionale, alla comunicazione interna, in cui il video facilita la veicolazione dei principi d’impresa tra dipendenti e stakeholder promuovendo una cultura comune attraverso la tecnica dello storytelling emozionale, a quella più propriamente marketing in cui il racconto e la narrazione filmica oltre a sostenere o promuovere un prodotto o un servizio, diventano essi stessi prodotto di intrattenimento o di informazione, inserendosi così al centro della più ampia comunicazione digital e proponendosi in particolare come contenuto da condividere sui social network.
 
In conclusione, la sintassi video è una parte fondamentale del brand universe di ogni marca.
 
 

 

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