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Video Content Marketing: i 6 format video per il web

 

Se le previsioni di Cisco saranno confermate, tra 3 anni i contenuti di questo articolo non saranno più solo letti ma verranno fruiti in prima battuta attraverso un video.

 
Il gigante tecnologico americano stima infatti che nel 2019 l’80% dei contenuti consumati in rete sarà formato da video.

 
I motivi di questa crescita praticamente inarrestabile risiedono nel fatto che viviamo in un’epoca di overload informativo che porta naturalmente gli utenti a selezionare contenuti che siano interessanti, coinvolgenti e di rapida fruizione. Ebbene, il video è il linguaggio che più degli altri riesce a raggiungere questo obiettivo: se è vero, infatti, che un’immagine vale 1000 parole, allora un video della lunghezza di un solo minuto ne vale ben  1.8 milioni.

 
“Il video è uno dei driver più performanti
di una strategia di content marketing di successo”
 
 
Una rivoluzione che riguarda non solo gli utenti ma anche e soprattutto i brand che, in uno scenario così complesso e competitivo, possono raggiungere in modo efficace e coinvolgente i loro target grazie all’estrema versatilità dello strumento video che può così diventare il driver di una strategia di digital content marketing di successo.
 
Non è da sottovalutare anche che, grazie all’abbattimento dei costi delle tecnologie di ripresa e montaggio, girare un video è molto meno oneroso di quanto lo era anche solo 10 anni fa.
 
Bisogna sempre ricordare però che la qualità delle riprese da sola non basta a decretare l’efficacia di un prodotto narrativo video.
Il segreto del suo successo è quasi sempre legato alla bontà della linea creativa, alla capacità di mantenere alto l’interesse fin dai primissimi secondi e all’abilità nel riuscire a declinare il messaggio attraverso il giusto format.

 
“La qualità delle riprese non basta, da sola,
a garantire il successo”
 

Inoltre va ricordato che in rete ogni ambiente ha le sue regole: un video per il web, destinato a essere distribuito attraverso Facebook non può essere costruito con lo stesso linguaggio di un prodotto destinato alla homepage di un sito.
 
Cerchiamo allora di fare un po’ di ordine a proposito dei principali linguaggi usati nel digital marketing video e della loro efficacia relativamente ai differenti ambienti digitali in cui vivono.



1. L’advertising video tra media buying e social media
 
L’advertising video è un tipo di formato mutuato dallo spot televisivo che, di regola, ha una durata di 15” o 30”. Si tratta per lo più di un video di prodotto ad alto o altissimo budget che presenta le caratteristiche di un bene o di un servizio. Un video per il web di questo tipo ha un’efficacia limitata in quanto minacciato da una parte da una resistenza di tipo anagrafico (i target giovani non si riconoscono nel linguaggio pubblicitario), dall’altra da un tema tecnologico legato all’adozione sempre più diffusa di programmi che bloccano i messaggi pubblicitari direttamente dal browser in uso.

L’advertising video è un format che funziona solo se distribuito attraverso attività di media buying mentre la sua efficacia organica sui social media è decisamente limitata.







2. Motion graphics: contenuti versatili e seriali

Come lascia intendere il termine stesso, si tratta di brevi video per il web in grafica animata che hanno lo scopo di spiegare il funzionamento di un prodotto oppure- se accompagnate da testi- di esporre fatti o notizie.

Grazie alla sua semplicità e dinamicità, quello della grafica d'animazione è un tipo di video di grande successo e di estrema versatilità. Inoltre è un prodotto che si presta a serialità perché facilmente replicabile e scalabile in quanto i costi sono soprattutto focalizzati sulla realizzazione del progetto grafico iniziale.


 




3. Emotional Storytelling: il ruolo del racconto cinematografico

Lo storytelling emozionale è una forma narrativa di video per il web che ruota attorno a una storia raccontata in prima persona da una o più persone e che fa leva sul linguaggio empatico.

Per essere efficace, un video di questo tipo deve fare uso di tecniche riconducibili al linguaggio cinematografico più che a quello di comunicazione pubblicitaria.

Elementi centrali dello storytelling emozionale sono infatti la storia raccontata in modo appassionante, le immagini calde e toccanti e la musica fortemente coinvolgente.

Questo tipo di video è particolarmente adatto alla diffusione attraverso i social media e a generare condivisione organica.


 




4. Le web serie e il coinvolgimento dei più giovani

Una web serie è un video di fiction  (in cui cioè la storia e i personaggi non sono realmente esistenti ma sono sceneggiati ad hoc, come accade per esempio in un film o in un telefilm) strutturato in forma episodica e tipicamente (ma non necessariamente) declinata in un linguaggio leggero e divertente.

E’ un tipo di video per il web che riscuote grande successo soprattutto sui social media, che fa della serialità (e quindi dell’affezione ai personaggi e alla storia) il suo punto di forza e che tipicamente attrae più i target più giovani, maggiormente abituati a usufruire dei contenuti in maniera asincrona, non legati quindi a una programmazione scelta da qualcun altro.


 




5. Video virali: non solo views

Un video virale è un filmato che diventa popolare in rete attraverso la condivisione sui social media. E’ sbagliato quindi ricondurla al numero di views raggiunte dal video: la viralità riguarda l’engagement e la condivisione, non il numero di visualizzazioni (che invece potrebbe essere facilmente raggiunto con attività di media buying).

Il video virale per il web è un ottimo metodo di promozione per i brand e lavora soprattutto sulla awareness. Nonostante sia molto difficile predire con certezza in che misura un filmato possa diventare virale, esistono tecniche di tipo creativo e psicologico (legate allo studio del comportamento degli utenti sui social media) che possono favorirne la diffusione e la condivisione.


Reference: https://www.facebook.com/SocialContentFactory/videos/773191602785468/




6. Le pranks: molto più che “candid camera”
 
Come abbiamo visto, la rete (e in particolar modo i social media) premia il linguaggio sincero ed emozionante. E cosa c’è di più vero della reazione delle persone davanti a situazioni impreviste? Su questo meccanismo si basano le pranks (letteralmente “scherzi”).

A differenza delle “vecchie” candid camera che si basavano sull’effetto derivato da azioni assurde e grottesche, le pranks possono anche provocare reazioni di tipo commovente.

L’efficacia di questa categoria di video per il web sui social media è spesso molto alta e, se ben architettate e strutturate, le pranks possono diventare un driver di viralità.


 



 

 

 

 

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